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    IL CALCIO GIOVANILE A LIVORNO E IN TOSCANA



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    JUNIORES REGIONALI ELITE PROLIVORNO SORGENTI - GRASSINA -





    Con il Comunicato Ufficiale n.46 del 28 gennaio la L.N.D. ha deciso di far disputare la gara della dodicesima giornata del campionato Juniores Regionale Elite tra Pro Livorno Sorgenti e Grassina; la gara non era stata disputata per presunte irregolarità del terreno di gioco e comminata la perdita per 0-3 alla società ospitante.

    Queste le motivazioni :
    Reclamo dell’A.S.D. Pro Livorno 1919 Sorgenti avverso la decisione con la quale il G.S.T. della Toscana ha inflitto la punizione sportiva della perdita della gara per 0-3.
    Il provvedimento è stato assunto in accoglimento del reclamo proposto dall’A.S.D. Grassina con riferimento alla gara disputata dalle squadre delle due Società in data 1.12.2018 nell’ambito del Campionato Regionale Juniores under 19 (C.U. n. 38 del 20.12.2018).
    La delibera impugnata trae origine dal rapporto con il quale l’Arbitro della gara sopraindicata a seguito di dichiarazione scritta, così formulata dalla Società Grassina: ”.....avendo constatato il disallineamento delle porte del campo rispetto a tutta la segnatura si richiede la verifica della regolarità delle stesse” , provvedeva a non dare inizio alla gara perché,
    dopo aver invitato la Società ospitante a provvedere alla regolarizzazione del terreno di gioco “non vedendo alcune modifiche riportate sul t.d.g., non davo inizio alla gara ed abbandonavo l’impianto.
    Il G.S., una volta letto il reclamo proposto dalla Società Grassina richiedente l’applicazione nei confronti della Società Pro Livorno 1919 Sorgenti della punizione sportiva della perdita della gara, perché ritenuta responsabile della mancata disputa della competizione, chiedeva delucidazioni all’Arbitro il quale ha precisato:
    - di aver effettuato la misurazione del campo rilevando la differenza di cm. 2 rispetto al certificato di omologazione;
    - di aver quindi richiesto alle due squadre di dare inizio alla gara ricevendo dal Dirigente del Grassina il secondo rifiuto a parteciparvi nonché un ulteriore invito a controllare l’allineamento delle porte;
    - eseguito tale controllo afferma di aver rilevato che il campo aveva forma romboidale in luogo di quella rettangolare prevista;
    - aver assegnato alla società ospitante il tempo di 45’ al fine di regolarizzare il campo e, avendo constatato al termine di tale periodo che nessuna modifica era stata apportata al terreno di gioco, non ha dato inizio alla gara, uscendo dalla struttura.
    Precisava con il medesimo documento che la segnatura del campo “fosse quasi adeguata” alle misure riportate sul certificato di omologazione, affermando che a differire era semplicemente il segmento che congiunge la bandierina ed il primo palo ad essa rivolto, del lato sud del t.d.g.. Tale differenza era poco minore di 2 cm. rispetto all’altro segmento (altro palo altra bandierina sempre lato sud);
    di avere effettuato la misurazione lineare semplicemente con il metro di scorrimento e di aver constatato che nessuno dei quattro angoli era retto riscontrando così “la non rettangolarità del t.d.g.”.
    Conferma infine di aver “consigliato” di spostare una sola porta per ripristinarne la regolarità concedendo il tempo di attesa.
    Sulla base di quanto indicato dai suddetti atti ufficiali, il G.S.T. assumeva la decisione impugnata motivandola con il richiamare le disposizioni normative (art. 1 delle Regolamento del Giuoco del Calcio ed art. 60 delle N.O.I.F.) che riservano alla competenza arbitrale l’esprimere il giudizio sulla regolarità del terreno di giuoco e quindi sulla sua idoneità
    alla disputa della gara, previa assegnazione di un tempo utile a ripristinare la regolarità del campo.
    La decisione viene impugnata avanti questa Corte dalla Società Pro Livorno 1919 Sorgenti la quale afferma che, a seguito dell’invito del D.G. ad eseguire una verifica della regolarità del campo, veniva inizialmente accertato un restringimento di circa cm.15 all’altezza dei 55 metri, inconveniente per il quale la Società dichiarava la propria disponibilità a ridisegnare con immediatezza le linee del campo. Tale proposta non veniva accolta dall’Arbitro che faceva
    rilevare che il problema non era quello ma, principalmente, l’aver egli rilevato un disallineamento delle porte il che dava al campo una forma romboidale, in luogo di quella rettangolare prescritta, per cui si sarebbe dovuto procedere al riposizionamento di almeno una delle porte ed alla nuova tracciatura del terreno.
    Il responsabile della Società Pro Livorno 1919 Sorgenti si sarebbe opposto alla richiesta dell’Arbitro perché il suo accoglimento avrebbe vanificato il certificato di omologazione esibito, proponendo comunque la disputa della gara dato che il Grassina avrebbe potuto agire in sede di reclamo e che il D.G., sulla base dell’atto di omologazione, era al riparo da qualsiasi contestazione.
    L’Arbitro, sempre secondo la reclamante, non avrebbe assunto alcuna decisione rimettendosi alle due Società, ricevendo però dalla Società Grassina un rifiuto categorico a disputare la gara.
    Prosegue ancora il gravame osservando che l’esame dell’irregolare allineamento delle porte effettuato dall’Arbitro non era stato basato sull’uso di idonea strumentazione ma eseguito con un metodo empirico e precisa che il 4 dicembre la Federazione si è presentata al campo Cini e con idonea strumentazione ha verificato il terreno di gioco confermandone l’omologazione, porte allineate e campo idoneo alla categoria”.
    Attribuisce alla Società Grassina la responsabilità della mancata disputa della gara ed afferma che nei giorni immediatamente successivi sono state disputate altre gare senza che venisse effettuato alcun rilievo in merito alla regolarità del campo.
    Chiede quindi la riforma della sentenza impugnata non senza affermare, con chiaro intento polemico, che: “un campo che per i loro tecnici e gli strumenti tecnici utilizzati è rettangolare ma per il Signor Alaimo (il D.g .,n.d.r.) ed i suoi metodi empirici è a forma di rombo. Il G.S.T. certifica che la Federazione sbaglia ed il Signor Alaimo ha ragione”
    La Società Grassina, ritualmente avvisata dalla reclamante, nulla ha contro dedotto.
    Questo Collegio ha, come di consueto, richiesto al D.G., in ordine al reclamo proposto, le proprie considerazioni che così vengono riassunte.
    Egli ha ottenuto, quale strumento necessario alla verifica del campo, unicamente una rotella metrica con la quale ha constatato la regolarità del perimetro di gioco per cui ha invitato le squadre a dare inizio alla gara riservandosi di descrivere sul rapporto quanto accaduto.
    Quindi, in accoglimento di un’ulteriore richiesta formulata in tal senso dalla Società Grassina si è recato sul centro campo, alla presenza dei dirigenti delle due Società, per cercare il punto dal quale constatare l’allineamento delle porte.
    Non riuscendovi, ha ritenuto che il campo non fosse regolare.
    Ha di conseguenza chiesto che esso venisse ripristinato secondo norma.
    Conferma di aver “consigliato” di spostare una delle due porte al fine di consentirne l’allineamento, senza imporre alcuna scelta, purché l’operazione di ripristino avvenisse entro il termine di tempo previsto.
    Ritiene dover affermare, con riferimento alle gare successive, che nulla è accaduto dato che nessuna delle società ospitate in quelle occasioni ha richiesto una verifica sull’idoneità del campo.
    Esclude categoricamente di essere stato oggetto di pressioni da parte della Società Grassina o di avere da questa ricevuto immagini di Google Map.
    Nel corso della richiesta audizione il legale rappresentante della A.S.D. Pro Livorno 1919 Sorgenti, conferma, dopo aver appreso il contenuto del supplemento appena sopra citato, le argomentazioni svolte con il reclamo.
    Conclude chiedendo la riforma dell’impugnata decisione.
    In sede istruttoria la Corte, rilevato che il D.G. ha ritenuto sussistere un disallineamento delle porte, dopo aver acquisito la copia dell’atto di omologazione, ha chiesto – in due distinte occasioni – al responsabile dell’Ufficio Impianti del C.R.T.
    ulteriori delucidazioni. Quest’ultimo afferma che il campo solo apparentemente non aveva la forma rettangolare; dichiara di aver provveduto alla squadratura dell’impianto constatando la regolare disposizione delle porte. Infatti i pali delle stesse porte risultano paralleli e si trovano precisamente equidistanti ognuno a circa mt. 49,50 dalla linea di centrocampo. Rileva che da un primo esame visivo il terreno apparirebbe sghembo, ma è stato appurato che l’effetto
    visivo risulta falsato sia dalla disposizione della recinzione interna da una parte, sia dalla disposizione del fabbricato dall’altra, ambedue disposti sul margine del lato lungo del terreno di giuoco. Peraltro una eventuale non corretta esecuzione della linea di centrocampo avrebbe potuto amplificare tale effetto ottico.
    A ciò aggiungasi che il Dirigente Responsabile degli impianti del Comitato ha precisato, su ulteriore richiesta del Collegio, che, anche se il campo non era segnato al momento del sopraluogo effettuato tre giorni dopo la data della gara, appariva chiaramente che “… non erano stati effettuati alcun tipo di lavori alle porte di giuoco e nelle loro immediate vicinanze” Su specifica richiesta ha chiarito che per effettuare lo spostamento dei pali di una porta sarebbe
    occorso, avendo a disposizione i mezzi, gli attrezzi e il materiale, un tempo non inferiore alle due ore.
    Alla luce di ciò questo Giudice ha ritenuto opportuno convocare l’Arbitro il quale a seguito di specifiche domande ha confermato di avere ritenuto irregolare il campo dopo aver constatato, con l’ausilio di “un metro a rotella” che nessuno degli angoli del terreno di giuoco era retto ed ha escluso – in contrapposizione a quanto indicato sul reclamo – che un dirigente della Società Pro Livorno 1919 Sorgenti gli abbia formulato la richiesta di ridisegnare la linea di centro campo.
    In conseguenza di quanto acquisito, ed in via pregiudiziale quindi, la Corte