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    IL CALCIO GIOVANILE A LIVORNO E IN TOSCANA



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    Un livornese a Firenze. L'anno dei record di Vivarelli al Lebowski





    E' appena terminata la stagione del Centro Storico Lebowski Juniores, compagine fiorentina allenata da tre anni da Lorenzo Vivarelli, mister e storico dell'arte livornese ex Pro Livorno Sorgenti.
    Un'annata ricca di soddisfazioni, che si è però interrotta allo spareggio per l'assegnazione della vittoria del campionato. Sabato 25 maggio al Bozzi, infatti, il Lebowski è stato sconfitto 2-1 dal Firenze Ovest, società storica del calcio dilettantistico del capoluogo, che si era classificata a pari merito con i grigioneri al termine del campionato con addirittura 84 punti.
    Queste sono le impressioni di mister Vivarelli al termine di questo appassionante campionato appena terminato.

    Che anno è stato mister?
    È stato un anno intenso ed emozionante. Siamo partiti per migliorare il quarto posto dello scorso campionato e provare a dire la nostra per il primo posto. Poi è successo che ci siamo scoperti quasi imbattibili.

    È stata la tua migliore stagione?
    Sicuramente una stagione indimenticabile: 84 punti, solo 24 goal presi in 32 partite, la vittoria della Coppa disciplina (su 51 squadre dei tre gironi fiorentini juniores). Un anno simile a quello vissuto nel 2015 a Livorno con la Pro Livorno Sorgenti: pieno di vittorie, di sorrisi, di feste dentro e fuori dal campo, di crescita dei giocatori. Nel 2015 però vincemmo il campionato dopo una lunga rincorsa all'Armando Picchi, quest'anno siamo arrivati a pari merito con il Firenze Ovest, ma purtroppo abbiamo perso lo spareggio 2-1.

    Raccontaci lo spareggio mister.
    Sicuro della domanda? Maledizione. Allo spareggio erano presenti centinaia di persone, faceva un caldo strano. Avevo alle spalle la curva Moana Pozzi (i nostri supporter) che dal primo minuto a ben oltre la fine della partita ci hanno sostenuto, spinto e incitato. Il Firenze Ovest si è presentato con tutta la squadra di promozione fatta scendere per l'occasione e noi abbiamo inserito nel nostro 11 inziale tre giocatori della promozione, mantenendo però la nostra ossatura che ci ha permesso di arrivare primi in classifica al termine della regular season.
    Il primo tempo ci siamo difesi, non avevamo lo spunto. Pesavano ancora le sei reti subite a Peretola nel 6-4 del 30 marzo scorso e i miei ragazzi hanno dovuto scrollarsi prima di tutto dalle spalle il fantasma dei primi 25 minuti di gioco di quella partita, nella quale subimmo 4 reti nel primo tempo.

    E ci siete riusciti?
    Ci siamo riusciti al punto che a inizio secondo tempo siamo passati in vantaggio con Matteo Ghiandelli, il nostro capitano (88 reti in tre anni di juniores, numeri davvero incredibili). Poi siamo stati sfortunati a subire il primo goal di Gianchecchi e il rigore successivo che in molti mi hanno detto è stato generoso. Ma fa niente, l'Ovest per occasioni avute e sprecate ha vinto meritatamente e inoltre ci ha battuto sia al ritorno che allo spareggio e per questo è giustamente campione provinciale.

    Che bilancio puoi fare di questi tre anni fiorentini al Centro Storico Lebowski?
    Sono stati tre anni bellissimi, nei quali ho conosciuto ragazzi e ragazze appassionati e legati da un amore indissolubile alla maglia grigionera. È stata una escalation di successi che sono andati al di sopra di tutte le possibili aspettative: da un nono posto nel 2017 al quarto posto dello scorso anno (con solo 4 sconfitte) fino alla cavalcata dell'anno appena finito (16 vittorie su 16 gare in casa). Ci pensi che l'ultima partita persa in casa è datata febbraio 2018? Lebowski è un ambiente che sta crescendo in modo vertiginoso, pieno di progetti e di voglia di fare. Una società dove la scuola calcio è gratuita, dove si gioca nei giardini pubblici, dove la squadra femminile al primo anno vince campionato e coppa Toscana. Senza dimenticare la passione che muove il tutto: la prima squadra che al primo anno di Promozione ha sfiorato i playoff, proprio nel girone livornese.
    Insomma, tutto ciò che tocca Lebowski finisce per brillare ed è solo merito dei soci e delle socie che spendono tempo e passione 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E sono tanti.

    Quest'anno hai esordito in prima squadra nella partita contro l'Armando Picchi.
    Si, è stata un'emozione fortissima. Uno 0-0 che ha ridato forza alle aspettative di classifica della nostra prima squadra che in quel momento, a inizio febbraio, stava cercando di superare una difficile e commovente transizione tra il mister storico Andrea Serrau (il mister delle tre promozioni e delle coppe) e il nuovo mister, Roberto Castorina, che ha sfiorato i playoff. Al Picchi contro l'amico Nicola Sena è stata una gara molto intensa che abbiamo anche rischiato di vincere. Ma tu pensa a me a Livorno, ad allenare una squadra di Firenze, contro la mia rivale storica dei miei anni labronici. Insomma, non me lo dimenticherò facilmente.

    E il prossimo anno che si fa mister?
    Intanto si ringraziano Furio Sbolgi, il mio secondo, Andrea Sorrentino, Mirko Mattioli e Giacomo Bruni, tutte persona fantastiche che hanno formato uno staff unico, hanno saputo prendersi cura di me e dei ragazzi e sono riusciti a farmi sembrare tutto molto semplice. Grazie di cuore.
    Poi si prende un attimo fiato e ci si riposa. Mi piacerebbe dire che si va al mare, ma visto il clima non mi pare proprio il caso. Sai, quando hai investito molto in un progetto e sei stato tutta la stagione in testa non hai avuto il tempo per concentrarti sul futuro e sulle aspettative personali.
    Io poi sono di quelli che si butta anima e cuore in un percorso e finché non è finita continua a cercare di migliorare i giocatori e se stesso. Intanto devo ringraziare tutti i giocatori che mi hanno seguito in questo percorso: siamo partiti in 20 e abbiamo concluso in 25 e questo è quello che conta.
    Vediamo che cosa riserverà il futuro, non so. Da una parte c'è la grande voglia di ripartire e cercare riscatto, dall'altra il sentimento di aver dato tutto e di dover forse fare un passo indietro, anche perché ripetere i numeri di questa stagione sarà davvero difficile. Mi fanno ridere quelli che dicono che prima si gioca bene e poi si vince. Se non venite al campo per vincere, per che cosa lo fate? Certo, poi si arriva a vincere giocando bene e si preparano i ragazzi al gioco, non alla vittoria.
    Ma ripetere ciò che è stato e spostare l'asticella ancora più in alto è qualcosa di quasi impossibile.
    Diciamo che per adesso mi sento in bilico, ma anche tu mi hai chiamato proprio a ridosso della partita di sabato... È davvero ancora troppo sanguinante la ferita.

    Foto Nicola Bertoglio

    E' appena terminata la stagione del Centro Storico Lebowski Juniores, compagine fiorentina allenata da tre anni da Lorenzo Vivarelli, mister e storico dell'arte livornese ex Pro Livorno Sorgenti.
    Un'annata ricca di soddisfazioni, che si è però interro