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    Torneo Regionale Giovanissimi SCANDICCI - PIETA 2004 3 - 1





    SCANDICCI – PIETA’ 2004 3 – 1

    SCANDICCI: Bruni, Pecchioli, Coveri, Galli, Toti, Carone, Giannini, Mori, Hoxhaj, Warid, Paci.
    A DISPOSIZIONE: Giordano, Rensi, Faralli, Zeoli, Alecce, Olivieri, Sgai, Borri, Iovino.
    ALLENATORE: Marco Vinattieri.
    PIETA’ 2004: Mazzacuva, Bocchicchio, Mancuso, Sebastiano, Menichetti, Mazzinghi, Gambi, Talakhadze, Mariotti, Mosca, Biagini.
    A DISPOSIZIONE: Caristia, D’Arco, Dal Poggetto, Bacarelli.
    ALLENATORE: Marco Zambello.
    ARBITRO: Mauro di Pistoia.
    RETI: 27’ rigore Biagini, 34’, 37’ e 45’ Warid.

    Continua il sogno sempre più “dipinto di blues” dei ragazzi di Marco Vinattieri che dopo aver saltato il solido ostacolo rappresentato dalla Poggibonsese, concedono il bis fra le mura amiche del “Bartolozzi” strappando il biglietto d’ingresso alla semifinale ad una Pietà che, ne siamo certi, se ne avesse avuta l’opportunità, si sarebbe ritagliata un ruolo di tutto rispetto anche nel massimo campionato regionale di categoria. Grazie ad un’ottima disposizione in campo e ad un atteggiamento mai rinunciatario, i ragazzi guidati da Marco Zambello, non solo hanno tenuto testa agli avversari con grande capacità ma sono pure riusciti, dopo essere passati in vantaggio, a tenere in scacco lo Scandicci per quasi tutta la prima frazione di gioco. La differenza l’hanno fatta poi il buon tasso tecnico messo dai blues sul proprio piatto della bilancia, i grandi numeri sciorinati da un Warid a tratti incontenibile ed un paio d’incertezze difensive che hanno condannato all’eliminazione la compagine pratese. Il gran caldo e l’enorme posta in gioco suggeriscono prudenza. E’ proprio per questo motivo che, da ambo le parti, si sta ben attenti a non alzare, sin dalle primissime battute, il ritmo e l’intensità della manovra. Alcune importanti defezioni costringono Vinattieri a ridisegnare, sia in difesa che in attacco, il proprio schieramento. Ecco, dunque, che il tecnico dello Scandicci ricostruisce la propria linea Maginot rimpiazzando Gianassi con Coveri e ridando i galloni da titolare a Toti che va ad affiancare, al centro del reparto, il confermatissimo Carone. Pesa poi come un macigno l’assenza, nel cuore del reparto offensivo, di Francesco Ongaro. Una defezione, la sua, non certo di poco conto alla quale Vinattieri pone un rammendo d’autore affiancando all’unico vero riferimento offensivo rappresentato da Warid due robuste “spalle” quali sono Hoxhaj e Paci. Le scelte si rivelano subito azzeccate, poiché, dimostrando personalità ed estremo raziocinio in fase d’impostazione, è proprio lo Scandicci a prendere in mano le redini del centrocampo. Nel cuore della mediana blues, infatti, Simone Galli, sempre ottimamente supportato da Giannini e Mori, svolge con la consueta precisione e competenza il ruolo del metronomo tenendo saldamente in pugno quella bacchetta da direttore d’orchestra che è prerogativa del suo DNA di buon centrocampista e contribuendo così a tenere alto il baricentro del gioco. Non resta certo a guardare l’undici di Zambello che conscio della qualità e della velocità che caratterizzano la manovra scandiccese, si oppone serrando davanti agli avversari un’efficace doppia cerniera rappresentata, in prima battuta, da un solido centrocampo ed in second’ordine, da un altrettanto robusta linea difensiva. Un atteggiamento, quello laniero, solo in apparenza attendista e guardingo. Rapidissimo sono. Infatti, i giallo blu, quando ne hanno l’opportunità, a far ripartire in velocità il temibilissimo terzetto offensivo composto da Biagini, Mosca e Gambi. E’, però, lo Scandicci a fare la partita ed a rendersi pericoloso dopo appena quattro minuti di gioco quando, in conseguenza di una confusa azione sviluppatasi nel cuore dei sedici metri lanieri, gli ospiti si salvano con un pizzico di fortuna. Al 16’ lo Scandicci conquista un calcio piazzato nella trequarti giallo blu ed è proprio in questa occasione che si rinnova l’appuntamento che già una settimana fa aveva visto protagonisti Simone Galli e la traversa della porta avversaria. Anche in questa occasione, è preciso il tentativo di trasformazione proposto dal numero quattro dei blues ma ancora una volta, la sua gioia, così come il pallone, s’infrange contro la barra trasversale che delimita la rete difesa da Mazzacuva. Un match che va avanti adagio sull’onda dell’equilibrio dà l’impressione di poter essere sbloccato da un episodio. Ed è al 27’, in occasione della prima autentica puntata offensiva proposta dalla compagine pratese, che la nostra ipotesi prende forma. Velocissima è la ripartenza orchestrata dai ragazzi di Zambello, con Brando Mariotti che dopo essersi sganciato sul settore di destra, verticalizza alla perfezione pescando sulla sua ala l’accorrente Mosca. Sembra però efficace l’intervento in chiusura operato da Carone che sbarrando il passo all’avversario, ne limita l’azione. Incappa, però, in un brutto errore il forte difensore scandiccese che non controllando alla perfezione il pallone spalanca al numero diciotto giallo blu l’ingresso in area di rigore. Il numero sei di casa condisce poi la frittata con un intervento palesemente irregolare che induce l’arbitro Mauro a concedere alla Pietà un sacrosanto calcio di rigore. Sul dischetto si presenta il bomber laniero Biagini che con freddezza e precisione piazza alle spalle di Bruni il pallone che vale il vantaggio. Un simile brutto colpo potrebbe rappresentare, per molte squadre, un’autentica mazzata. Per alcune, certo, ma non per un maturo Scandicci che dopo essersi riorganizzato, va vicino al pareggio allo scoccare del 33’ quando, sugli sviluppi di una manovra costruita sul fronte sinistro dell’attacco blues, una conclusione da buona posizione proposta da Warid, costringe Mazzacuva ad una non facile deviazione in calcio d’angolo. Il pareggio è rimandato di poco. Al 34’, infatti, una profonda incursione sulla destra mette in grande imbarazzo la retroguardia laniera che si fa cogliere di sorpresa da una spizzata di testa che libera Warid. Senza che alcun difensore riesca a chiudere su di lui, l’attaccante blues entra in area e dopo essersi presentato a tu per tu con Mazzacuva, lo supera grazie ad un preciso tocco rasoterra. La grave incertezza palesata nella circostanza dalla difesa pratese, lascia un segno indelebile sul morale della truppa di Zambello. Una ferita piuttosto profonda che neppure l’intervallo di metà gara riesce a curare con la dovuta efficacia. Lo Scandicci approccia a spron battuto anche il secondo tempo guadagnando, allo scoccare del 37’, un corner dalla destra alla cui battuta si porta l’esterno sinistro di difesa Pippo Coveri. Il suo velenoso spiovente ottimamente tagliato verso la porta difesa da Mazzacuva, coglie nuovamente di sorpresa i centrali difensivi della Pietà che non riescono ad arginare lo straripante Warid. E’ ancora una volta il numero dieci blues ad arrivare per primo sul pallone ed a girarlo da pochi passi alle spalle dell’incolpevole estremo difensore laniero grazie ad un preciso tocco di prima intenzione sul quale nulla possono fare né il portiere, né i difensori appostati a pochi passi dalla linea bianca. Pur continuando a difendersi con ordine, adesso i difensori della Pietà soffrono le iniziative di uno Scandicci sempre più arrembante. Al 39’ ancora Warid prova un’acrobatica girata a rete dalla destra costringendo Mazzacuva ad un altrettanto bella ed efficace deviazione in calcio d’angolo. I ragazzi di Vinattieri adesso premono con insistenza alla ricerca del gol che potrebbe chiudere la partita e sono bravi a scovare e poi a sfruttare a proprio vantaggio il tallone d’Achille dell’estremo difensore pratese. Pur dimostrandosi bravissimo nelle occasioni in cui gli avversari si presentano in area di rigore, Mazzacuva incontra invece qualche difficoltà quando centrocampisti ed attaccanti scandiccesi provano la battuta a rete dalla distanza. Al 43’ la rasoiata da fuori proposta da Grendi Hoxhaj costringe il numero uno ospite ad un intervento in due tempi. Mazzacuva non riesce a bloccare la sfera neppure un paio di minuti più tardi quando, a tentare la conclusione dalla distanza, è Gregorio Giannini. Stavolta, però, il numero uno laniero non riesce ad impedire all’accorrente Warid di tradurre in rete il più facile dei tap in. Il numero dieci scandiccese mette il punto esclamativo su un doppio trionfo; di squadra e personale. I blues trovano il punto che anche se mancano ancora parecchi minuti alla conclusione, chiude virtualmente in cassaforte la qualificazione alla semifinale, mentre l’incontenibile attaccante di casa, mettendo a segno un’indimenticabile tripletta, si porta a casa il pallone del match incoronandosi Re di Coppa. I ragazzi di mister Vinattieri controllano adesso con tranquillità la partita tornando ad affacciarsi dalle parti di Mazzacuva al 52’ quando, sugli sviluppi di un corner dalla sinistra molto ben disegnato da Galli, il portiere laniero sbaglia in maniera clamorosa l’intervento in presa alta dando la possibilità all’onnipresente Warid d’incornare a rete da ottima posizione. Stavolta, però, la sua mira non è precisa, con la sfera che si spegne, seppur di pochissimo, a lato del montante destro della porta giallo blu. Sulla successiva ripartenza proposta dai ragazzi di Zambello s’imprime sul nostro taccuino l’unica autentica conclusione a rete operata dalla Pietà nell’arco dei secondi trentacinque minuti di gioco. A provarci è Mosca che dopo essersi liberato bene sulla sinistra, indirizza verso i pali difesi da Bruni un rasoterra debole e di facile lettura sul quale l’estremo blues interviene con sicurezza bloccando il pallone in tuffo. Nel frattempo, inizia la girandola delle sostituzioni e al 64’ sono proprio due dei neo entrati nelle file dei blues a costruire l’ultima occasione del match. Si sgancia bene sulla trequarti Lapo Alecce che giunto all’altezza dei venti metri, fa partire il solito preciso rasoterra sul quale, ancora una volta, è imperfetto l’intervento in tuffo da parte di Mazzacuva. La sfera respinta dal portiere laniero viaggia verso il secondo palo, dove, nel frattempo, è andato posizionarsi il giovanissimo e promettente attaccante classe 2005 Gioele Iovino. Il numero venti scandiccese è bravo a giungere in anticipo sul pallone ma poi non lo è altrettanto nel girarlo a rete. Stavolta Mazzacuva chiude prontamente lo spazio all’avversario evitando alla propria squadra un passivo ancor più pesante. Nonostante la sconfitta, si conclude fra gli applausi la straordinaria cavalcata dei ragazzi di Marco Zambello. Dopo aver sfiorato, al termine di un combattutissimo testa a testa con l’Aullese, la promozione nel Girone di Élite regionale, la Pietà si arrende con l’onore delle armi ad un concreto e cinico Scandicci. La squadra di Vinattieri accede con pieno merito alle semifinali di coppa ma in virtù della buona applicazione tattica dimostrata, ai pratesi resta almeno la soddisfazione di aver messo, almeno per un tempo, il bavaglio ad uno dei più forti reparti offensivi dell’intera categoria. E’ mancata, nella circostanza, quella buona dose d’incisività in fase offensiva che avrebbe potuto permettere agli ospiti di restare incollati agli avversari. Quella “cattiveria” che invece non viene mai meno allo straordinario Warid che prendendo per mano i compagni e trascinandoli al successo, tiene vivo quel sogno sempre più “dipinto di blues”.

    CAMPIONANDO MVP

    Nello Scandicci straordinaria la prestazione offerta da Warid ma molto buone anche le prove di Hoxhaj, Galli e Toti. Nella Pietà buona la partita giocata da Talakhadze, Mariotti, Mosca e Biagini.

    Più che sufficiente la direzione arbitrale del pistoiese Mauro. Sempre presente nel vivo dell’azione, non ha sbagliato praticamente nulla tenendo saldamente a bada un match interpretato da entrambe le squadre con estrema correttezza.

    Nico Morali