BORGO A BUGGIANO: Patrizi, Felici, Baldasseroni, Boaretti, Tintori, Figliola, Panichi, Capuano, Molinaro, Iorillo, Orazzini. A disp.: Vannini, Bonelli, Miniati, Mandato, Havalyon, Collina, Buonaccorsi. All.: Leonardo Lazzeretti.CALCI: Graffeo, Posterli, Duè, Desiderio, Frazzitta, Brogni, Fanelli, Di Blasi, Giusti, De Robertis, Spinetti. A disp.: Guga, Bracci, Amadori, Cavarretta, Colangelo, Guidi. All.: Daniele Mori.ARBITRO: Scontrino di Pistoia.RETE: Colangelo.
All’ultimo secondo della partita è apoteosi e allo stesso tempo sprofondo Colangelo, rispettivamente per Calci e Borgo a Buggiano. La truppa di Daniele Mori suda, rischia, patisce ma vince con il timbro clamoroso allo scadere del proprio numero 16, che entrato dalla panchina decide il match in terra pistoiese. Rimane il rammarico per la compagine di Lazzeretti, che dall’inizio alla fine -quasi, per qualche secondo- se la gioca ad armi pari con una squadra ben attrezzata; e rimane anche il doppio e il triplo rammarico, poiché i due legni centrati a cavallo tra il primo e il secondo tempo e il gol finale in lapalissiano fuorigioco non possono che far male. Gioca bene il Calci, soprattutto in fase di pressione offensiva e una volta riconquistata palla alta, e gioca bene anche il Borgo, che grazie a una fase difensiva solida e applicata riesce sovente a ribaltare il fronte con veloci ripartenze. In mezzo a tanti scontri di gioco e a continui tentativi di scardinare le altrui difese, le chance più nitide le conquistano i locali. Nel primo tempo, su corner, Orazzini coglie in pieno l’incrocio con un sinistro fin troppo preciso. Sempre di mancino viene colpito il secondo legno di giornata: Molinaro al termine di un pregevole spunto personale sbatte proprio sul palo, certificando la giornata ’no’. Schermaglie, contrasti e poche emozioni negli ultimi metri -anche se i borghigiani paiono avanzare un rigore solare- concorrono a far calare il sipario sulla partita, ma all’ultimo secondo ecco la sliding door. Un lancio lungo pesca Colangelo solo oltre la difesa, fin troppo solo per essere in posizione regolare. L’arbitro non ravvede l’offside e il numero 16 davanti a Patrizi non sbagli, siglando il gol che decide la partita e che fa esplodere di gioia il Calcio. Se si vuol condire il tutto con un po’ di filosofia, almeno ogni sconfitta può essere vista come una lezione da imparare per crescere ancora.