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<p>Allenatore classe 2002, <strong>Niccolò Magnelli</strong> ha guidato, a soli 23 anni, gli <strong>Allievi B</strong> del <strong>Pontassieve</strong> alla vittoria del <strong>Girone E</strong> di <strong>Firenze</strong>, conquistando così l'accesso alla <strong>Coppa Cerbai</strong>. Dopo aver iniziato il proprio percorso come allenatore nella scuola calcio del Pontassieve, da due stagioni lavora nel settore giovanile agonistico. La stagione in corso è la prima iniziata fin dall'inizio alla guida di questo gruppo, che aveva preso a metà della scorsa annata. Parallelamente all'attività in campo, Magnelli porta avanti anche il proprio percorso accademico: laureato triennale in <strong>Psicologia</strong>, sta proseguendo gli studi con la magistrale, affiancata da un master con l'obiettivo di diventare psicologo dello sport. Un percorso che unisce formazione sportiva e competenze psicologiche, con l'intento di accompagnare al meglio la crescita dei ragazzi. Con lui abbiamo ripercorso il cammino della sua squadra e analizzato i punti di forza che hanno permesso al Pontassieve di raggiungere questo importante traguardo.</p><p><strong>Avete vinto il girone dopo un testa a testa col Montelupo, con il successo nello scontro diretto del 21 febbraio che è stato decisivo. Che partita è stata e quanto ha pesato nel percorso che vi ha portato al primo posto?</strong></p><p>Sicuramente il primo posto è arrivato anche grazie alla vittoria con il Montelupo, ma non solo: è stato soprattutto il risultato della costanza che abbiamo avuto durante tutto il percorso. Nel girone abbiamo affrontato squadre di buon livello, penso ad esempio allo Sporting Arno o al Casellina, e siamo riusciti a mantenere una buona continuità di risultati. La partita contro il Montelupo è stata molto equilibrata e giocata a ritmi alti da entrambe le squadre. Credo che siamo riusciti a spuntarla soprattutto grazie al lavoro fatto durante tutta la stagione: questo è un gruppo che dall'inizio dell'anno lavora tantissimo, è molto unito e ha attraversato insieme momenti sia positivi sia più complicati. Tutto questo ha portato a una crescita importante, sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale. Nella partita siamo stati bravi a leggere i momenti della gara: abbiamo colpito quando ne abbiamo avuto l'occasione, portandoci sul 2-0, e quando loro hanno accorciato le distanze siamo rimasti lucidi senza farci prendere dal panico. Abbiamo saputo soffrire e restare concentrati fino alla fine, riuscendo poi a chiudere la partita sul 4-1. In questo senso quella gara è stata un po' lo specchio della nostra stagione: spirito di squadra e grande compattezza del gruppo. In generale, è stato un campionato molto combattuto, in cui la maggior parte delle partite si è decisa con margini molto ridotti. Proprio per questo è stato un percorso molto stimolante per noi e ci ha permesso di crescere tanto come squadra. Sono contento che siamo riusciti a portarlo a termine nel migliore dei modi, chiudendo al primo posto.</p><p><strong>La vittoria col Montelupo vi ha permesso di sorpassarli in testa alla classifica e avete dovuto gestire la pressione di essere davanti e non più di inseguire. Considerando anche i suoi studi in psicologia, come si gestisce una situazione del genere con ragazzi di quest'età?</strong></p><p>La prima cosa che ho detto alla squadra dopo aver vinto quella partita è stata che arrivare in cima alla classifica è difficile, ma restarci lo è ancora di più. In situazioni del genere bisogna lavorare ancora più forte, con ancora più concentrazione e determinazione, perché i campionati non si vincono in una singola settimana o in una sola partita, ma con la continuità nel tempo. La forza di una squadra che riesce ad arrivare davanti è proprio quella di trovare sempre nuovi stimoli per continuare a lavorare con intensità. Credo che questo messaggio sia stato recepito dai ragazzi, perché nelle partite successive lo hanno dimostrato. La trasferta contro la Sancat, ad esempio, è stata una gara complicata, ma siamo riusciti a gestirla molto bene. Lo stesso vale per l'ultima partita in casa contro il Vicchio: la squadra ha mantenuto la concentrazione e ha dimostrato maturità nel gestire la situazione.</p><p><strong>Cosa può dirci del suo gruppo squadra? Vi aspettavate una stagione con risultati di questo genere?</strong></p><p>Ho preso questo gruppo verso l'inizio di febbraio della scorsa stagione. La squadra era nel campionato regionale ed era in fondo alla classifica, con l'obiettivo di cercare di salvarsi, obiettivo che purtroppo non siamo riusciti a raggiungere. È un gruppo che negli ultimi due anni ha sviluppato una grande capacità di resilienza, perché sia prima del mio arrivo sia dopo ha attraversato momenti difficili, subendo diverse sconfitte. Proprio per questo, a inizio stagione ci siamo detti che dovevamo lavorare ancora più forte per dimostrare che, nonostante la retrocessione dal regionale, questa squadra aveva comunque qualità e poteva dire la sua se avesse lavorato nel modo giusto. Non ci siamo posti obiettivi di classifica precisi: l'idea era quella di creare un ambiente sereno ma allo stesso tempo organizzato, dove lavorare con continuità e intensità. Oggi sono molto soddisfatto, al di là dei risultati. Quello che mi rende più contento è vedere come si lavora durante la settimana: i ragazzi partecipano agli allenamenti con spirito di gruppo e con tanta voglia di migliorarsi. Credo che il segreto stia proprio qui: nella capacità di trasmettere ai ragazzi conoscenze tecniche ma anche mentali, all'interno di un ambiente sereno ma allo stesso tempo strutturato. </p><p><strong>Guardando invece al futuro, quali sono le aspettative per la Coppa Cerbai?</strong></p><p>Adesso ci confronteremo con altre squadre molto forti, ma credo che la chiave debba restare la serenità. Dobbiamo essere consapevoli di essere una buona squadra, che ha vinto un girone comunque difficile, e affrontare questa nuova fase con lo stesso spirito con cui abbiamo lavorato finora. Siamo arrivati fin qui e adesso ce la giochiamo: cercheremo di fare il massimo, senza pressioni particolari, ma con grande impegno e concentrazione. L'importante è continuare a esprimerci come squadra e affrontare queste partite con entusiasmo.</p><p><strong>Lei è un allenatore molto giovane e la differenza di età con i ragazzi che allena non è così grande. Come si gestisce il rapporto con loro in questi casi?</strong></p><p>È sicuramente un tema importante. Da un lato essere un allenatore giovane mi ha aiutato molto nella comunicazione con i ragazzi, perché il linguaggio e il modo di rapportarsi sono più vicini ai loro. Allo stesso tempo, però, il confine tra essere il loro allenatore e diventare quasi un amico è molto sottile, quindi, è fondamentale mantenere sempre disciplina e un certo distacco. Credo che quest'anno siamo riusciti a creare un ambiente equilibrato: sereno, ma allo stesso tempo regolato da principi chiarie e su questo abbiamo lavorato molto anche insieme allo staff. Un grande merito va anche al mio viceallenatore, che tra l'altro è mio fratello, perché essendo ancora più vicino alla loro età è riuscito a creare un gruppo molto unito, dove i ragazzi si sentono tutti importanti all'interno della squadra. Per me è stato fondamentale riuscire a mantenere questo equilibrio: non è facile e non è scontato, ma credo che fino a questo momento ci siamo riusciti abbastanza bene.</p><p><strong>In chiusura, vuole ringraziare qualcuno in particolare?</strong></p><p>Sicuramente ci tengo a ringraziare il direttore sportivo Lorenzo Billi, che mi ha dato l'opportunità, a soli 23 anni, di iniziare questa stagione alla guida di una squadra del settore giovanile: non è una cosa scontata, soprattutto guardando il livello delle altre squadre che abbiamo affrontato durante l'anno. Il merito di questo percorso va poi condiviso con tutto lo staff che lavora ogni giorno insieme a me: il mio viceallenatore, mio fratello, il preparatore atletico Francesco Innocenti e il preparatore dei portieri Fabio Basci. Siamo un gruppo molto coeso che lavora con grande determinazione e con tanta passione.</p><p><strong>Cristiano Leonori</strong></p>