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<p>Il campionato <strong>Giovanissimi 2011 del provinciale Arezzo </strong>ha visto trionfare il <strong>Tuscar</strong>, capace di conquistare il titolo con una giornata di anticipo al termine di una stagione entusiasmante. L'aritmetica vittoria è arrivata domenica scorsa, grazie al 3-0 rifilato al Colonna Indicatore che ha fatto esplodere tutta la gioia dei gialloverdi.</p><p>La squadra guidata da mister <strong>Nico Bianchi</strong>, protagonista di questa intervista, si è piazzata al <strong>primo posto con 63 punti in 25 partite</strong>, mantenendo l'imbattibilità e staccando di 5 lunghezze il Tegoleto e di 8 il Lucignano. Un percorso costruito con continuità, solidità e numeri di grande rilievo: 19 vittorie, 6 pareggi, miglior difesa del campionato con appena 16 gol subiti e un attacco prolifico da 98 reti realizzate.</p><p>Una cavalcata indimenticabile, che ha permesso al Tuscar di imporsi con merito in un girone competitivo.</p><p>Assieme all'allenatore Nico Bianchi, abbiamo ripercorso i momenti più importanti della stagione e approfondito i motivi di questo successo storico.</p><p><strong>Mister, partiamo proprio dall'ultima gara: avete conquistato il titolo grazie anche al 3-0 contro il Colonna Indicatore. Quanta tensione c'era alla vigilia? E che emozioni ha provato al fischio finale?</strong></p><p>La tensione era sicuramente più alta del normale: la posta in palio era altissima e avevamo la possibilità di chiudere il campionato con una giornata d'anticipo, quindi era inevitabile sentire un po' di pressione in più. Al fischio finale ho provato una gioia immensa. Per me è il primo titolo in carriera da allenatore e lo ricorderò per sempre. C'è stata anche una sensazione di grande leggerezza, perché questa annata ha richiesto tantissimo lavoro, settimana dopo settimana, per rispondere alle esigenze della squadra. Tra organizzazione, preparazione delle partite e voglia di ottenere il risultato, durante l'anno si accumulano inevitabilmente un pizzico di stress e pressione. Per questo arrivare alla vittoria e poter chiudere il campionato è stata una liberazione enorme.</p><p><strong>Ripercorriamo le tappe del campionato. Qual è stato, secondo lei, il momento chiave della stagione che ha fatto la differenza? C'è stata una partita più significativa rispetto alle altre?</strong></p><p>Non c'è stato un solo momento chiave, ma due passaggi fondamentali. Il primo è stato il 21 dicembre, nella partita vinta 2-0 in casa contro la Sansovino: quel successo ci ha permesso di accorciare il distacco dalla vetta, passando da -4 a -1. La domenica successiva siamo poi riusciti a portarci in testa alla classifica, mantenendo il primo posto fino alla fine. Un'altra gara importante è stata quella del 7 marzo contro il Tegoleto, vinta 3-0 nel nostro stadio. Secondo me sono state queste le due tappe più decisive del nostro cammino.</p><p><strong>Il campionato è stato molto interessante, con Tegoleto, Lucignano e Sansovino che hanno provato a tenere il vostro ritmo. Che giudizio dà del livello del girone e quali avversarie l'hanno impressionata maggiormente?</strong></p><p>Sono state soprattutto quattro squadre a dettare il ritmo del campionato: noi, Tegoleto, Lucignano e Sansovino. Tutte formazioni di buona qualità, ognuna con caratteristiche diverse. In generale, dal punto di vista tecnico, il livello del campionato provinciale non è eccezionale, ma è un torneo molto vario: ci sono squadre che puntano più sul temperamento, altre sull'aspetto atletico, altre ancora sull'organizzazione e sulla qualità tecnica. È un mix di fattori e credo che nessuna rosa possa definirsi completa sotto ogni punto di vista. La rivale che mi ha colpito di più è stata la Sansovino. È una squadra ordinata, composta da giocatori tosti ma molto corretti, che non regalano nulla. Il fatto che abbia vinto la classifica disciplina è significativo. Anche nelle due partite contro di noi non hanno mai fatto polemica, dando un bel segnale a tutto il movimento. Poi è chiaro che ogni compagine aveva le proprie individualità: ci sono stati giocatori che hanno fatto davvero molto bene, anche dal punto di vista tecnico.</p><p><strong>I numeri che accompagnano il vostro trionfo sono lampanti: miglior attacco con 98 gol, Lopez ne ha segnati 27 e altri quattro giocatori sono andati in doppia cifra. Anche la difesa è stata esemplare, con appena 16 gol subiti. Come è riuscito a creare una squadra così completa in ogni reparto?</strong></p><p>È un po' un segreto (ride). Scherzi a parte, avere quattro giocatori in doppia cifra e altri ragazzi capaci di contribuire in maniera importante alla fase offensiva, dimostra che abbiamo impostato il lavoro in una determinata direzione. Più che di una sola annata, parlerei di un percorso di due anni, perché seguo questo gruppo da tempo. Abbiamo sempre cercato di costruire il nostro gioco sul possesso palla, sul palleggio e sulla volontà di attaccare la porta con più giocatori possibile. La capacità di occupare bene gli spazi e di aggredire l'area avversaria con continuità è stata una delle nostre armi principali. Questo ci ha permesso di trovare il gol con tanti elementi diversi e di essere pericolosi in modo costante durante tutta la stagione.</p><p><strong>In vista della prossima stagione, su quali aspetti ritiene che il gruppo 2012 debba crescere per difendere la categoria regionale? E pensa che servirà qualche rinforzo sul mercato?</strong></p><p>Questa domanda riguarda soprattutto il gruppo dei 2012, che nella prossima stagione disputerà il campionato regionale. Sicuramente ci saranno aspetti da migliorare e valutazioni da fare sulla rosa, ma se ne occuperanno i nostri dirigenti, David Obligis ed Enrico Cutini, che sono bravissimi nel loro lavoro e rappresentano un punto di riferimento importante per la società. Non è una questione che mi riguarda direttamente in questo momento, ma credo che qualche rinforzo potrà essere utile per potenziare ulteriormente l'organico e affrontare al meglio un campionato impegnativo come quello regionale.</p><p><strong>Guardando al futuro: spera di poter allenare questa squadra anche nella prossima stagione negli Allievi B? O magari le piacerebbe allenare proprio la categoria 2012 nei regionali? Ne ha già parlato con la società?</strong></p><p>I 2012 sono e saranno allenati, come già deciso, da Giacomo Trojanis, un grande professionista che faceva parte del nostro organico già nella scorsa stagione. Sono convinto che Giacomo saprà gestire il gruppo nel modo giusto, con competenza e incisività, cercando di raggiungere l'obiettivo principale: conservare il titolo regionale. Per quanto mi riguarda, invece, mi prenderò una decina di giorni di tranquillità: ne ho bisogno perché è stata un'annata molto impegnativa. Poi mi confronterò con i dirigenti e valuteremo insieme quale sarà la soluzione migliore per la prossima stagione.</p><p><strong>In conclusione, a chi dedica questo successo? C'è qualcuno che desidera ringraziare in particolare?</strong></p><p>Se c'è una persona a cui voglio dedicare questo successo, è mio padre. È stato lui a insegnarmi la passione per il calcio fin da quando ero bambino: entravo in tutti gli spogliatoi e, ovunque vedessi un pallone, ero felice di calciarlo e giocare. Lo ringrazio per avermi trasmesso questa passione, che nel tempo è cresciuta e si è trasformata. Giocare è una cosa, mentre allenare, guidare e formare dei ragazzi è qualcosa di diverso e molto più profondo. Ringrazio anche la mia famiglia, che mi ha sostenuto e mi ha permesso di affrontare questa annata così intensa, nonché dispendiosa dal punto di vista delle energie e del tempo, con la giusta serenità. Infine, un grande plauso va ai nostri dirigenti e a tutti i membri dello staff, sia in campo che in panchina. Un grande grazie e un abbraccio particolare a Enrico Cutini e David Obligis, che mi hanno accompagnato in questa splendida avventura.</p><p>Nella foto: mister Bianchi con David Obligis ed Enrico Cutini</p>
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