Oggetto:
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<p><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>L'</span><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Isolotto</strong><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);> ce l'ha fatta, ha ottenuto una salvezza in </span><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Prima Categoria</strong><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);> per certi versi insperata. In effetti, facendo un salto indietro nel tempo fino a dicembre 2025, quando la squadra era ultimissima nella classifica del girone C, a otto punti dalla penultima, chi l'avrebbe mai detto? Sicuramente il tecnico </span><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Paolo Borghini</strong><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>, che ha dimostrato all'ambiente e ai suoi ragazzi grande coraggio e tanta convinzione. La squadra lo ha ripagato con un percorso ottimo nel girone di ritorno e con il decisivo successo nel playout (3-0 al Porta Romana). Proprio dall'allenatore ci facciamo raccontare una stagione tanto travagliata e complicata quanto, in fin dei conti, soddisfacente.</span></p><p><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Innanzitutto complimenti per la salvezza. Primissime sensazioni a traguardo acquisito?</strong></p><p><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Grazie, fa sempre piacere. Guardandomi indietro, partirei dai numeri. Alla dodicesima giornata, con la sconfitta a San Godenzo (1-0), avevamo soltanto sette punti in classifica. In partita c'eravamo sempre, però… Sulle dodici partite perse in tutto il campionato, dieci sono state con un solo gol di scarto. Aggiungerei anche le assenze pesanti. Pronti via e, in preparazione, abbiamo subito perso Lapo Martini, difensore arrivato dal Cubino che non è mai rientrato per problemi fisici. E alla prima partita di coppa anche Matteo Pascoli, l'altro centrale, si è fatto male fino a fine dicembre. Abbiamo comunque trovato i nostri punti di forza: chiaramente l'Isolotto è il terzultimo attacco del girone, ma è la quarta miglior difesa. Anche la classifica è stata incredibile, perché la quinta ha chiuso con 41 punti e noi abbiamo finito terzultimi a 36 punti. Il Poggio a Caiano, al confine con la quota salvezza, ha fatto lo spareggio con 38 punti… Fa capire quanto fosse difficile salvarsi.</span></p><p><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Ripartiamo dalla fine, dal netto 3-0 ai danni del Porta Romana nello spareggio. Si è vista tutta la determinazione per mantenere la categoria: come è arrivato questo successo?</strong></p><p><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Abbiamo fatto un'ottima partita, concedendo soltanto una grande occasione al Porta Romana. Fin da subito abbiamo messo in chiaro le nostre intenzioni, dopo due minuti avevamo già tirato in porta con Lombardini. Siamo scesi in campo nel modo giusto. Al di là del punteggio, che coi contropiedi finali sarebbe potuto essere più rotondo, abbiamo sempre avuto la partita in mano dal primo al novantesimo minuto.</span></p><p><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>L'ottenimento della permanenza in categoria è in linea con le premesse della stagione?</strong></p><p><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Ho masticato un po' di calcio a questi livelli, ho giocato fino a 41 anni ed è più di 14 stagioni che faccio l'allenatore. Quindi sapevo che sarebbe stato un girone particolarmente tosto. Conoscevamo bene, dal nostro canto, le possibilità della squadra e quelle economiche della società… Con un budget bassissimo siamo riusciti comunque a costruire la rosa. L'obiettivo, soprattutto nel momento più difficile dell'annata, era chiaramente agganciare i playout. A un certo punto ne eravamo anche usciti, per poi rientrarci quasi subito. Era molto difficile raggiungere il traguardo, ma io lo dicevo anche a dicembre ed ero l'unico: 'Ragazzi, io mi salvo. Chi mi segue si salva con me'. E infatti poi è successo.</span></p><p><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>La netta sensazione è che una larga fetta di stagione si sia decisa con le vittorie contro San Godenzo e Daytona; nel mezzo, il ko col Porta Romana poi vendicato…</strong></p><p><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Paradossalmente, quello è stato un po' il momento più duro. Perché i risultati arrivavano, ma quelle che erano davanti e che pensavi che perdessero alcune partite invece le vincevano… Quindi è stato tutto un rincorrere. Ma probabilmente è ciò che ci ha fatti arrivare allo spareggio con tanta energia. Alla fine ai ragazzi l'ho detto: se uno potesse scegliere come salvarsi, sarebbe bello farlo tramite un play-out. Lo spareggio ha un significato bello. In quel periodo venivamo da una sconfitta con l'Audace Galluzzo, una vittoria con l'Audace Legnaia, una sconfitta col Calenzano e poi quella serie lì… Molto altalenante. In particolare, contro il Porta Romana abbiamo giocato addirittura quattro partite in stagione (oltre a quelle di campionato c'è il playout e quella di Coppa, ndr) e ne abbiamo vinte tre. Ma al ritorno abbiamo buttato via le possibilità di salvezza diretta. Fino all'ottantacinquesimo vincevamo 1-2, poi abbiamo preso due gol… Avremmo avuto buone possibilità di evitare anche lo spareggio. Ma alla fine il campo ha parlato e ci siamo meritati di rimanere in categoria.</span></p><p><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Quali principi hai cercato di instaurare nei ragazzi per centrare l'obiettivo?</strong></p><p><span style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Più che sul lato fisico, abbiamo lavorato tanto sulla testa. Non ho mai mollato, specialmente a livello calcistico. Conosco il contesto, ho fatto otto play-off e un play-out da allenatore quindi sono abituato agli spareggi, ormai ho l'abbonamento (ride, ndr). Ai ragazzi ho chiesto grande spirito di sacrificio in tutti gli allenamenti e sono stati molto bravi. Ci credevano come ci credevo io. Ho avuto giocatori di valore, ma la vera forza è stata il gruppo. Tutti i venerdì questi ragazzi andavano insieme a mangiare la pizza, sono molto uniti… Forse in quello sono più bravo che ad allenare. In ogni caso abbiamo lavorato bene, mi hanno dato una grande mano il vice Lorenzo Burgassi e il preparatore dei portieri Michele Santini con cui lavoro da anni. Devo essere sincero, guardando l'anno scorso abbiamo vinto il campionato di Seconda Categoria in largo anticipo, praticamente a marzo, ma mi ha dato più soddisfazione la salvezza in Prima di questa stagione. Tanti ci facevano già con la testa sotto terra, obiettivamente i numeri parlavano, ma io sapevo benissimo di avere dei ragazzi di valore e con senso di appartenenza. Un enorme grazie va a loro, sono giocatori educatissimi e con enorme rispetto. Me li sono abbracciati uno per uno prima del play-out, questo momento rimane a me e a loro. Poi è diventato un ricordo perfetto col risultato.</span></p><p><strong style=background-color: transparent; color: rgb(0, 0, 0);>Niccolò Masini</strong></p><p><br></p>