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<p>Il settore giovanile del <strong>San Donato Tavarnelle</strong> continua a prendere forma. Dopo una stagione di assestamento, il club gialloblù ha iniziato a definire organici e staff tecnici in vista dell'annata 2026/27, con un'idea precisa: creare una filiera sempre più stretta tra vivaio e prima squadra.</p><p>A fare il punto della situazione è il direttore sportivo <strong>Simone Verniani</strong>, che ripercorre le scelte effettuate durante l'estate, dall'avvicendamento sulla panchina degli Juniores Nazionali fino alla programmazione delle categorie del settore giovanile. Un progetto che non guarda soltanto ai risultati dell'immediato, ma soprattutto alla crescita dei ragazzi e alla costruzione di un'identità tecnica comune.</p><p><strong>Direttore, partiamo dagli Juniores Nazionali. Quanto ha inciso il passaggio di Federico Lo Vaglio nello staff della prima squadra?</strong></p><p>È stata una situazione che abbiamo seguito passo dopo passo. A seguito dell'ottimo lavoro svolto nella seconda parte della scorsa stagione, avevamo già individuato in Federico Lo Vaglio un allenatore su cui puntare, dopo che aveva preso il posto di mister Berchielli a stagione in corso. Abbiamo però atteso di capire gli sviluppi della prima squadra e, una volta raggiunta la salvezza, sono state definite anche le nuove linee tecniche. Mister Bagatti ha voluto Lo Vaglio come suo vice in Serie D e per noi è motivo di grande soddisfazione. Significa che un tecnico scelto e valorizzato dal nostro settore giovanile è stato promosso in prima squadra. È esattamente il percorso che vogliamo costruire.</p><p><strong>La scelta per sostituirlo è ricaduta su Lorenzo Rustioni. Perché proprio lui?</strong></p><p>Perché cercavamo un profilo che conoscesse già il nostro ambiente e la metodologia della prima squadra. Lorenzo Rustioni faceva già parte dello staff tecnico come collaboratore, è un insegnante di educazione fisica, è stato un giocatore di buon livello e rappresenta una figura giovane ma preparata. Pensiamo possa trasmettere ai ragazzi non solo competenze calcistiche, ma anche mentalità e cultura del lavoro. L'obiettivo è quello di allineare sempre di più gli Juniores al modo di lavorare della prima squadra.</p><p><strong>Anche la costruzione della rosa sembra andare nella stessa direzione.</strong></p><p>Assolutamente. Abbiamo deciso di mantenere alcuni 2008, uno per reparto, ma la squadra sarà composta prevalentemente da ragazzi del 2009. È una scelta precisa, fatta in prospettiva. Abbiamo confermato elementi importanti come Matteo Rossi, Tommaso Bilardo, che sta recuperando da un infortunio, Diego Pelacchi e Bekhsiu. Accanto a loro saliranno diversi ragazzi provenienti dagli Allievi, come Mori, Papini, Frosali, Cambi, Becchi, Gueye, Panichi, Cellesi, Pezzatini e Poneti.</p><p><strong>Sul mercato sono arrivati anche diversi rinforzi.</strong></p><p>Sì, abbiamo inserito ragazzi che riteniamo possano aumentare il livello della squadra. Sono già stati definiti gli arrivi del portiere Gabriele Servi dalla Floria, di Ruben Peccini dalla Cattolica, di Giulio Mori dal Pontedera, di Senio Bichi dal Siena, di Edoardo Scialabba dal Monteriggioni, di Mattia Giorgi e Sprugnoli dalla Poggibonsese e di Tiberio Ulivi dal Valentino Mazzola. Stiamo inoltre lavorando per il ritorno di Montaperto, che rientrerebbe dopo l'esperienza alla Settignanese. Sono tutti ragazzi che hanno già sposato il nostro progetto.</p><p><strong>Che tipo di stagione vi aspettate dagli Juniores?</strong></p><p>L'idea è quella di costruire una squadra competitiva ma soprattutto funzionale al percorso di crescita dei ragazzi. Quest'anno abbiamo già portato tre 2008 come Dattilo, Calonaci e Zaccolo ad aggregarsi alla prima squadra. Vogliamo continuare su questa strada. Se qualche giovane sarà pronto, avrà l'opportunità di fare il salto. Il nostro obiettivo è disputare un campionato più sereno rispetto all'anno scorso e lavorare con continuità fin dall'inizio.</p><p><strong>Passando agli Allievi, quali sono le prospettive?</strong></p><p>Sarà probabilmente la categoria più complicata da costruire. Il gruppo 2010 è numericamente ridotto e, almeno per il momento, non sappiamo ancora quale campionato disputeremo. Prima di capire se saremo inseriti in un girone dell'empolese o di Firenze è difficile fare valutazioni definitive. Abbiamo comunque una buona base e stiamo cercando di inserire alcuni elementi per renderla più competitiva possibile.</p><p><strong>La guida tecnica resterà affidata a Massimiliano Vitale.</strong></p><p>Sì. Massimiliano Vitale continuerà il percorso con questo gruppo dopo l'esperienza positiva maturata negli Allievi B. Conosce i ragazzi, sa come lavorare con loro e crediamo sia la scelta migliore per dare continuità.</p><p><strong>Ci saranno novità anche nelle altre categorie?</strong></p><p>Sì. Dopo l'ottimo lavoro svolto da Tommaso Staccioli con i 2011 abbiamo deciso di affidare questa squadra a Massimiliano Fulignati, una persona che conosco da tanti anni e con cui condivido la stessa idea di calcio e di settore giovanile. Il gruppo 2011 è molto interessante: lo scorso anno è arrivato a soli tre punti dal terzo posto pur essendo stato costruito praticamente nel giro di un mese. Il lavoro di Staccioli è stato davvero importante.</p><p><strong>E proprio Staccioli cambierà categoria.</strong></p><p>Esatto. Seguirà i 2013, i Giovanissimi B. Pensiamo sia l'allenatore giusto per preparare questo gruppo in vista della stagione successiva, quando ci auguriamo possa essere protagonista. È una scelta che guarda avanti.</p><p><strong>Infine, i 2012, forse il gruppo che ha richiesto il lavoro più impegnativo.</strong></p><p>Quando sono arrivato c'erano appena sei ragazzi. Abbiamo dovuto ricostruire praticamente da zero una squadra che rischiava addirittura di non iscriversi al campionato. Mister Piccioli, che ringrazio sinceramente, ha svolto un lavoro importante e ci lascia una base molto migliore rispetto a quella trovata. Adesso toccherà ad Andrea Marziali, affiancato da Alessandro Bucci. Marziali è un allenatore giovane, con idee moderne, mentre Bucci porta esperienza ed è una persona di cui mi fido molto. Insieme potranno accelerare il percorso di crescita di questi ragazzi.</p><p><strong>Qual è la filosofia che accomuna tutte queste scelte?</strong></p><p>Credo tantissimo nel lavoro quotidiano sul campo. La crescita nasce dagli allenamenti e dalla qualità degli allenatori. Abbiamo costruito uno staff giovane, preparato e motivato. Tutti condividono la stessa idea di calcio e la stessa metodologia. Questo entusiasmo deve essere il motore del nostro settore giovanile.</p><p><strong>Qual è invece l'obiettivo più ambizioso che si è posto arrivando al San Donato Tavarnelle?</strong></p><p>Vorrei ripercorrere il cammino che abbiamo fatto a Grassina. Lì ci sono voluti tre anni per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Anche qui serve tempo, ma la direzione è quella. Vogliamo che il San Donato Tavarnelle diventi un punto di riferimento per il territorio, una società capace di essere competitiva in tutte le categorie e di accompagnare i ragazzi fino alla prima squadra. È un progetto di lungo periodo e siamo convinti che il lavoro quotidiano ci permetterà di arrivare dove vogliamo.</p>
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