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<p><strong>Roberto Paoli </strong><em>(nella foto)</em>, direttore sportivo della Settignanese, parla come un consumato alpinista: ha raggiunto le vette più alte del calcio dilettantistico, sa quanto sia complicato arrivarci una volta e, soprattutto, tornarci da un altro versante della montagna, ma non si nasconde dietro il velo dell'ipocrisia e confessa che quei traguardi sono sempre la meta verso cui indirizzare un viaggio che valga davvero la pena vivere. </p><p> <strong>Un breve bilancio del passato che si lega fortemente col prossimo futuro: da dove riparte la Settignanese in vista della stagione 26-27?</strong></p><p>Considerando quanto fosse difficile centrare l'en-plein, il fatto di aver mantenuto due delle tre categorie che volevamo salvare rende positivo il bilancio stagionale. Era complicato perché quando iniziai a lavorare qui, a luglio di un anno fa, alcune squadre come quella dei Giovanissimi regionali 2011 era ridotta a soli 13 elementi e con un solo portiere a disposizione; riuscire a mantenere i regionali è stato quasi un miracolo sportivo, e in questo senso tantissimo del suo ce l'ha messo Maurizio Romei, che è semplicemente la storia, il presente e il futuro di questa società. Certo, durante le finestre di opportunità durante la stagione siamo intervenuti per rinforzare l'organico, ma lui è stato eccezionale, tanto che se il campionato fosse durato ancora un po' chissà dove sarebbe arrivata una squadra che ha chiuso in crescendo pazzesco. </p><p><strong>Per com'è arrivata, all'ultimo respiro del rush finale, anche la salvezza degli Allievi nell'élite rasenta l'impresa.</strong></p><p>Abbiamo iniziato l'annata Allievi nel difficilissimo campionato élite con un gruppo numeroso ma senza vette di qualità; la partenza sprint, nella quale abbiamo raccolto tanti punti, forse qualcuno in più di quanto meritato, aveva probabilmente illuso qualcuno ma non il sottoscritto o la società, perché poi è arrivata la parte durissima. Abbiamo vissuto la vicissitudine del cambio di allenatore, e l'inserimento di Leonardo Torrini ha consentito un qualcosa di impensabile. Sì, anche in questo caso spenderei l'aggettivo miracolo. </p><p><strong>Aver onorato il campionato, e reso meno “impossible” del previsto la missione, sfumano un po' l'amaro causato dalla retrocessione dagli Allievi B regionali?</strong></p><p>I nostri 2010 sono partiti portandosi dietro più problemi di tutti, ma hanno terminato la stagione dimostrandosi più squadra rispetto agli altri. Luigi Petriccioni non resta alla Settignanese, ma gli va dato atto di essere stato molto bravo, restando sul pezzo dall'inizio alla fine, anche grazie al nostro costante appoggio, e alla fine del campionato i nostri Allievi B erano una vera squadra di calcio. Grazie al lavoro svolto in questa annata complicata disponiamo di una base di una decina di calciatori che sono maturati soprattutto sotto il profilo della personalità e della mentalità; chiaramente l'organico verrà integrato e rinforzato e lo affideremo a Torrini, che dopo il capolavoro con i 2009 proverà a ripetersi con i ragazzi di un anno più piccoli. Ci tengo però come detto a ringraziare Petriccioni per il lavoro che ha svolto qui da noi, nonostante la retrocessione è stata un'annata di crescita, formativa per i ragazzi che un domani si ritroveranno tutto questo, perché sono cresciuti nelle difficoltà. Un anno fa riuscire in due dei tre obiettivi prefissati sarebbe stato considerato un successo, quindi oggi ci riteniamo soddisfatti. </p><p><strong>Luglio è il mese in cui si fissano gli obiettivi appunto. Cosa vi aspettate, o per meglio dire in funzione di quali obiettivi tecnici ha lavorato lei col suo staff?</strong></p><p>Assieme a Leonardo Niccolini, che gestisce assieme a me la direzione sportiva, e a tutta la società, vogliamo decisamente soffrire di meno nel prossimo futuro, ma l'obiettivo primario resta quello di mantenere le categorie che abbiamo in organico; rivolgendo lo sguardo invece un po' più a lungo termine, il percorso di miglioramento ci può portare ad avere tutte e tre le categorie élite, ma il progetto si articola su almeno 2-3 anni. La conferma di quanto abbiamo è dunque prioritaria, poi subito dopo viene la riconquista di quanto abbiamo perso; da qui a tre anni può trovare spazio l'ulteriore sogno, un sogno immenso, quello di provare a riportare in riva all'Arno un titolo regionale, dopo quello che ho vissuto in prima persona all'Affrico pochi anni fa. Non sono però uno che vive nei ricordi e di ricordi, perciò intanto testa bassa, lavoro, lavoro e ancora lavoro, fortificando quello che abbiamo, e provando a costruire al contempo il futuro che desideriamo. </p><p><strong>E allora, visto che orientiamo il discorso in prospettiva, alziamo il sipario anche sulle due categorie più piccole del vostro vivaio, Giovanissimi fascia B e regionali.</strong></p><p>Accogliamo l'ingresso nel nostro settore agonistico dei classe 2013, che sono una delle annate più talentuose che abbiamo in organico; abbiamo svolto un lavoro enorme in queste settimane per confermare col pre-tesseramento tutti i nostri ragazzi; Andrea Gorgi ha costruito un bellissimo percorso con loro, e passa il testimone a Marco Guardati, che arriva in rossonero con grandi prospettive, è un allenatore in cui credo molto. Per quel che riguarda i nostri Giovanissimi regionali, invece, siamo dovuti intervenire in modo più massiccio e sono ben dodici i nuovi innesti. Anche in questo caso ci affidiamo a un allenatore che è una new-entry importante, Marco Checcucci, con cui ho lavorato in passato; dopo le esperienze con Affrico, Sestese e Floria prenderà in consegna i nostri 2012, l'obiettivo che avrà è quello di mantenere la categoria ma soprattutto di insegnare calcio e far crescere il gruppo che gli mettiamo a disposizione. Approfitto per un inciso: il concetto chiave del nostro progetto tecnico riguarda la volontà di vedere le nostre squadre giocare bene, i nostri allenatori avranno il compito di insegnare e trasmettere i concetti che servono per centrare questo obiettivo, i risultati poi arriveranno come naturale conseguenza. Se, come detto, nel prossimo futuro puntiamo a tornare in alto a livello di categorie, vogliamo riuscirci senza compromessi; se per farlo tramite il gioco impiegheremo un anno o due in più, pazienza, giocando a pallonate e badando al mero risultato a volte si arriva prima al traguardo, ma non è questa la strada che deve imboccare una società di settore giovanile. Non dobbiamo perdere di vista il vero scopo, che è appunto quello di insegnare a giocare a calcioai nostri ragazzi. </p><p><strong>Il vostro staff tecnico si rinnova anche alla voce Allievi B. Dopo che hanno chiuso in grande crescendo la loro stagione, che programmi avete per i vostri 2011?</strong></p><p>Li abbiamo affidati a Matteo Errunghi, un allenatore che sono sicuro sia un predestinato; sono contento di poter lavorare assieme a lui, un altro volto nuovo che compone uno staff di grande livello. Torrini, Errunghi, Checcucci e Guardati sono tecnici che incarnano al meglio la filosofia e l'impronta tecnica futura che vogliamo dare alle nostre squadre giovanili. </p><p><strong><em>Lor.Mar.</em></strong></p>
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