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<p>In uno scenario sempre più competitivo come quello del calcio giovanile pratese, la <strong>Zenith Prato</strong> continua a costruire il proprio futuro con l'ambizione di affermarsi come punto di riferimento non solo a livello provinciale territoriale, ma anche regionale. Un obiettivo che, in un certo senso, è racchiuso nel nome stesso della società: <em>zenith</em>, termine di origine araba, indica il punto più alto della volta celeste e, per estensione, è diventato il simbolo del traguardo più ambizioso, dell'apice da raggiungere.</p><p>Dopo una stagione 25/26 in alta quota, i direttori sportivi del settore giovanile <strong>Alessio Bacci</strong> e <strong>Gianfranco Michienzi </strong>si presentano ai nastri di partenza del nuovo anno calcistico forti di diversi gruppi consolidati e di altri fortemente rinforzati proprio per continuare a puntare al tanto agognato apice, come si evince chiaramente dalle parole che ci hanno rilasciato per fare il punto sul vivaio amaranto.</p><p><strong>Prima di entrare nello specifico delle singole categorie, secondo voi che stagione attende i ragazzi della Zenith Prato?</strong></p><p>L'obiettivo è migliorare quanto fatto nella scorsa stagione. Ogni anno si riparte con l'ambizione di crescere, sia dal punto di vista dei risultati che della valorizzazione dei ragazzi. Poi, come sempre, sarà il campo a dare i suoi verdetti, ma il nostro intento è quello di fare un passo avanti rispetto all'anno scorso. Più vittorie riusciremo a conquistare e più significherà che il lavoro svolto sarà stato quello giusto. Tutto il resto sarà una conseguenza.</p><p><strong>Passo avanti che sarà ancora più duro per gli Allievi, visto l'ottimo quarto posto nel regionale dello scorso anno. Come siete intervenuti per mantenere alto il livello dei 2010?</strong></p><p>Come per tutte le altre categorie, ci siamo mossi con largo anticipo rispetto a molte altre società, riuscendo a portare da noi alcuni ragazzi che ritenevamo importanti per il progetto. Abbiamo confermato 14 elementi della rosa della passata stagione e inserito otto nuovi innesti. Alla guida della squadra ci saranno ancora Francesco Vallerini e il vice Alessio Ciapetti. Per quanto riguarda gli obiettivi preferisco non sbilanciarmi, perché alla fine è sempre il campo a parlare, ma credo che questa squadra abbia le qualità per poter lottare per un piazzamento tra le prime cinque.</p><p><strong>Per i mister Vallerini e Ciapetti si tratta della conferma che completa un biennio di lavoro. Quanto è stato importante dare continuità a questo percorso?</strong></p><p>Era un'idea che avevamo già condiviso lo scorso anno. Volevamo costruire un percorso biennale, creando una base solida negli Allievi B per poi completare la rosa una volta arrivati negli Allievi con gli innesti necessari. È un progetto che parte da lontano e che, fino a questo momento, si è sviluppato esattamente secondo i programmi.</p><p><strong>A proposito di Allievi B, come si sta delineando la rosa dei 2011?</strong></p><p>Abbiamo confermato circa l'80% della rosa della passata stagione, intervenendo poi con alcuni innesti mirati per completare il gruppo. Siamo soddisfatti del lavoro svolto e crediamo di aver costruito una squadra competitiva, con le qualità per poter lottare nelle primissime posizioni del campionato. Alla guida ci sarà Gabriele Barbieri, al suo primo anno con i 2011 ma l'anno scorso già protagonista con l'ottimo lavoro fatto sulla panchina degli Allievi e ormai da quasi vent'anni all'interno della nostra società. È una figura di grande affidabilità, conosce perfettamente l'ambiente e siamo convinti che saprà valorizzare al meglio questo gruppo.</p><p><strong>Passiamo ai Giovanissimi regionali, anch'essi provenienti da un'annata di vertice che i 2012 avranno il compito di onorare. Come per gli Allievi la costruzione è partita da lontano?</strong></p><p>Sì, anche in questo caso ci siamo mossi con largo anticipo. Abbiamo affidato la squadra a Claudio Del Bianco, che rappresenta un ritorno alla Zenith e che ricoprirà anche il ruolo di preparatore dei portieri per tutto il settore giovanile. Sul fronte della rosa abbiamo rinnovato quasi metà del gruppo della passata stagione, inserendo diversi nuovi ragazzi che riteniamo possano alzare il livello della squadra. L'obiettivo è fare quello scalino in più che lo scorso anno ci è mancato, quando siamo rimasti a un passo dalla qualificazione in coppa. Come per gli Allievi non vogliamo fare proclami, ma crediamo che un piazzamento tra le prime cinque sia assolutamente alla nostra portata.</p><p><strong>Chiudiamo con i Giovanissimi B. Cosa vi aspettate da questa categoria al primo anno di agonistica?</strong></p><p>Anche qui ci sarà continuità dal punto di vista tecnico. Mattiacci e Castrucci, che già lavoravano con i 2012, resteranno nella categoria seguendo il gruppo 2013. La squadra mantiene l'ossatura della passata stagione, con 14 ragazzi confermati, e anche in questo caso puntiamo a recitare un ruolo da protagonisti. L'obiettivo è quello di stare nelle primissime posizioni della classifica, anche se nei Giovanissimi B il percorso è più complicato rispetto agli Allievi B. Alla fase regionale accede infatti una sola squadra e molto dipenderà anche dalla composizione dei gironi: se dovessimo ritrovarci con realtà molto competitive dello stesso territorio, il margine d'errore sarebbe davvero minimo.</p><p><strong>Visti i diversi volti nuovi, come chiusura vi chiedo quali sono i ragionamenti che fate quando decidete di puntare su un giocatore: quali aspetti valutate maggiormente?</strong></p><p>La prima cosa è osservarlo sul campo. Un ragazzo non viene mai scelto dopo una sola partita: cerchiamo di vederlo almeno tre o quattro volte, così da avere un quadro il più possibile completo delle sue qualità. Successivamente inizia una fase di conoscenza anche fuori dal campo, attraverso colloqui con il ragazzo e con la famiglia. Per noi è importante capire la persona oltre al calciatore. Solo a quel punto valutiamo se il suo profilo risponde alle caratteristiche tecniche e umane che stiamo cercando, anche in funzione delle esigenze della squadra e del ruolo che dobbiamo andare a coprire.</p>
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