CAMPIONATO ALLIEVI B REGIONALI MERITO

6ª giornata
22/10/2016

LASTRIGIANA

SCANDICCI
1-0
I COMMENTI


Lastrigiana-Scandicci: 1-0
LASTRIGIANA: Fazio, Roselli, Radicchi, Crini, Saja, Simoncini, Vichi, Ceccarelli, Capaccioli, Bellini, Ferrigno. A disp.: Baldini, Verdi, Bandini, Cappelli, Fossi, Caponi, Del Pela. All.: Rossano Bartalucci.
SCANDICCCI: Martini, Corsi, Massini Rosati, Palazzo, Pranzo, Pucci, Danti, Fornai, Melandri, Alecce, Spilla. A disp.: Timperanza, Masini, Marini, Iorio, Guidi, Burgassi, Benelli. All.: Gabriele Sarti.
ARBITRO: Nencioli di Prato.
RETE: 26’ Bellini.
“Se questo è un sogno, allora vi prego; non svegliateci”. E’ senza dubbio questo il messaggio che porta con sé a fine partita il lungo e scrosciante applauso intriso di gratitudine che i sostenitori biancorossi tributano ai loro ragazzi al termine dell’incontro casalingo con lo Scandicci. Certo è ancora troppo presto per fare pronostici o tracciare bilanci ma il modo in cui i ragazzi di Bartalucci e Fanfani hanno saltato di slancio il difficilissimo ostacolo rappresentato dall’ottimo Scandicci guidato da Gabriele Sarti, rappresenta meglio di tante inutili parole la crescita sia tecnica sia caratteriale che di partita in partita, sta evidenziando il gruppo del 2001. Mostrando i muscoli ma anche aguzzando l’ingegno, i biancorossi sono riusciti nell’impresa di portare a termine un match quasi perfetto. Per vincere occorreva far bene essenzialmente due cose; non concedere spazio ai pericolosissimi Alecce, Melandri e Spilla ed approfittare al meglio delle pochissime opportunità che dal canto loro, i difensori dello Scandicci avrebbero concesso a Capaccioli e compagni. La Lastrigiana, insomma, ha dimostrato ancora una volta di non essere solo una inesperta Cenerentola catapultata un po’ per caso nel bel mezzo del gran ballo delle debuttanti, bensì una sempre più solida realtà, destinata ad incantare le platee e a far parlar bene di sé in giro per la Toscana. La vittoria che proietta i biancorossi sul secondo gradino del podio, a tre lunghezze di distanza dalla capofila Cattolica, assume ancor più rilevanza se consideriamo il fatto che lo Scandicci, tutt’altro ruolo ha recitato fuorché quello della comprimaria. I ragazzi di Sarti hanno reso, infatti, la vita durissima alla retroguardia biancorossa e quando Fazio e compagni non sono stati in grado di fermare la travolgente onda azzurra che specialmente nella ripresa, ha messo ai paletti la compagine di casa, ci hanno pensato i pali della porta a strozzare in gola l’urlo di gioia dei “blues”. Alla Guardiana, insomma, è andata in scena una gara emozionante, giocata a viso aperto da ambo le parti e che come spesso accade in questi casi, è stata decisa dagli episodi e da quel pizzico di fortuna in più che ha fatto pendere, seppur di un soffio, il piatto della bilancia in favore dei ragazzi della Lastra. Il match si gioca, sin dai suoi albori, a grandissimi ritmi. La disposizione in campo e il tema tattico sul quale le due squadre dipanano il loro gioco, fa ben presto comprendere che assisteremo a ottanta minuti tiratissimi e molto intensi sul piano emozionale. Lo Scandicci affida le proprie velleità offensive alle ripartenze, sempre ottimamente innescate da Danti e dall’ex montelupino Fornai ma soprattutto, dalla velocità del temibilissimo trio d’attacco composto da Alecce, Melandri e dall’ex Fiorentina e Rinascita Doccia Alex Luigi Spilla. Con il numero undici scandiccese in particolare, i biancorossi hanno un vecchio conto da saldare che riporta alla memoria una ferita che brucia ancora e che nonostante gli anni ormai trascorsi, non si è mai completamente rimarginata. Fu, infatti, proprio lui a realizzare il gol che permise al Doccia di battere la Lastrigiana in finale e conquistare così il prestigioso Torneo Vasco Ganugi. Proprio per tentare di disinnescare questa pericolosissima bomba ad orologeria, Rossano Bartalucci e Pippo Fanfani chiedono alla confermatissima linea Maginot formata dagli esterni Roselli e Radicchi e dai centrali Saja e Simoncini di raddoppiare gli sforzi e la concentrazione. L’operazione riesce così bene da ottenere un duplice effetto; Fazio non corre particolari rischi ed il continuo ribalzare contro il muro da parte degli avanti in maglia blu, crea non pochi imbarazzi ai ragazzi di Sarti in fase di costruzione del gioco. Dalla parte opposta del campo, la Lastra si affida alla fantasia di un ispirato capitan Bellini, alla fisicità di Capaccioli (bravissimo nel recuperare e proteggere con grande esperienza un gran numero di palloni), ai guizzi di Ferrigno e ai frequenti sganciamenti sulle corsie esterne da parte di Ceccarelli a sinistra e Vichi a destra. Allo scoccare del quarto d’ora di gioco, è proprio la prorompenza di Capaccioli a creare la prima grande occasione dell’incontro. Innescato da un preciso lancio in profondità, il numero nove controlla abilmente il pallone e dopo essere andato via in velocità al diretto avversario, spalanca di prepotenza le porte dell’area di rigore avversaria. Martini esce alla disperata dai propri pali nel tentativo di fermarlo ma Capaccioli, intuendone le intenzioni, ne elude l’intervento mettendolo fuori causa con un morbido tocco a scavalcare. La palla si avvia verso la porta ormai incustodita ma quando tutti, in tribuna, sono ormai pronti per esultare, la sfera, dopo aver sfiorato il palo di sinistra, finisce di un nulla sul fondo. Questo primo stralcio di partita culminato con questa incredibile palla gol, la dice lunga su ciò che le due squadre dovranno fare per vincere. Solo un guizzo o un improvviso lampo di genio possono permettere a una delle due d’intascarsi i tre punti e visto che con la prima non è andata troppo bene, ecco che sempre i ragazzi di Bartalucci, provano a mettere in atto la seconda soluzione. Il cronometro della guardiana ha iniziato da qualche secondo a compiere il suo ventiseiesimo giro quando Capaccioli, dopo aver ottimamente addomesticato un difficile pallone, lo protegge abilmente con il corpo costringendo al fallo un difensore scandiccese. La posizione da cui sarà battuta la punizione che ne consegue, proprio in prossimità dei sedici metri avversari, è veramente invitante e difatti almeno tre giocatori biancorossi si portano sul punto di battuta. Mentre i difensori azzurri, intenti a formare la barriera, parlano col direttore di gara, Leo Bellini sorprende tutti, calciando verso la porta e non lasciando scampo a Mirko Martini; per la cronaca, fratello del funambolico Manuel, attaccante classe ’99 che tanto bene ha fatto nella prima edizione della “Mollix Band”. L’improvviso vantaggio, coglie di sorpresa anche i numerosi sostenitori biancorossi presenti in tribuna che hanno un attimo di esitazione prima di esultare, convinti, probabilmente, del fatto che l’arbitro Nencioli facesse ripetere l’esecuzione. Tutto regolare, invece, in quanto nessuno aveva chiesto la canonica distanza. Il gioco riprende e nei quindici minuti finali del primo tempo, si fa apprezzare un’insuperabile Lastrigiana che rintuzza con grande abilità ogni tentativo offensivo dei “blues”. L’azione di disturbo biancorossa è efficacissima, in questa fase, fin dalla trequarti campo, dove un superlativo Crini sale in cattedra erigendo un’autentica diga a protezione del reparto difensivo. Il canovaccio tattico del match non cambia di una virgola neppure nella ripresa. Lo Scandicci ci prova ma la Lastra resiste orgogliosamente concedendo poco o nulla agli avversari. Col passare dei minuti, però, la fatica derivata dall’enorme dispendio di energie, inizia a farsi sentire nelle file biancorosse. I ragazzi di Sarti se ne accorgono ed iniziano a spingere con ancora maggior convinzione alla ricerca del pareggio. Attraverso gli inserimenti di Marini e Benelli, la manovra di centrocampo azzurra acquista freschezza, velocità e potenza e al 67’, i padroni di casa, devono ringraziare la buona sorte che viene loro in soccorso in occasione della più nitida chance costruita dall’undici di Sarti. Danti si sgancia in avanti e giunto nei pressi del limite dell’area biancorossa, prova la battuta a rete dalla distanza. La palla scende verso la porta difesa da Fazio centrando in pieno la traversa e rimbalzando in campo proprio sui piedi dell’accorrente Melandri. Il bomber scandiccese si ritrova in ottima posizione e prova la conclusione rasoterra. Il suo è un diagonale chirurgico che non lascia scampo al portiere di casa. Peccato sia talmente preciso che la sfera, dopo aver centrato la base del palo di sinistra, rotola beffardamente fuori. Nell’ultima parte di gara, lo Scandicci preme forte sull’acceleratore alla ricerca di un pareggio che sarebbe anche meritato. La Lastrigiana, però, non si fa sorprendere e sfoderando grande grinta, porta a casa una vittoria che fa lustrare gli occhi ma che soprattutto, fa sognare. Riusciranno i biancorossi a continuare a far battere il cuore ai propri tifosi anche sul difficile campo di una Sestese in cerca di riscatto dopo la sconfitta patita sul campo di Altopascio? L’attesa di un nuovo esaltante capitolo di storia biancorossa, è già iniziata.

FONTE: www.lastrigiana.com

Commento di : pallonetoscano




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